Quello che avrei voluto dire

Ciao a tutti.

Mancano tre giorni all’ultima lezione del corso e voglio raccontarvi i miei obiettivi futuri per quanto riguarda il mio ipotetico blog e la relativa content strategy, ma per svolgere meglio il mio compito credo che dovrò tornare con la mente ai primi dieci minuti del corso e cercare di riassumere le cose che avrei voluto dire nella mia presentazione e che non ho detto a causa di un misto di timidezza e mancanza di tempo.

Riassunto delle puntate precedenti

Scuola

Ho frequentato un istituto per geometri. Questo tipo di scuola non mi è mai piaciuta e sinceramente non riesco proprio a spiegare il motivo della mia scelta: forse ero ancora immaturo, forse ho subito dei condizionamenti esterni o forse è solo uno dei tanti sbagli che si commettono. Non ho mai trovato alcun interesse per le materie tipiche dell’indirizzo e, purtroppo, ce n’erano parecchie (costruzioni, estimo, disegno, impianti, topografia…). Tra alti e bassi sono riuscito a portare a termine gli studi, superando l’esame di maturità con un buon voto che ho ottenuto grazie al fatto di essermi focalizzato e concentrato al massimo sulle materie umanistiche. Come tesina da presentare all’esame, non ho scelto un argomento tecnico, bensì un mio racconto, che ho letto davanti alla commissione, riflettendo sul periodo del dominio nazi-fascista. Fortunatamente la mia idea, alquanto singolare, di approfondire un argomento umanistico in un istituto tecnico è piaciuta alla commissione e ho ottenuto un punteggio di 97/100 🙂

E adesso?

L’entusiasmo per il risultato ottenuto, che è stato per me motivo di orgoglio e autostima, è stato schiacciato dalla domanda “E adesso?”. Quindi ho iniziato a cercare e ricercare una facoltà universitaria adatta a me: ingegneria e architettura sono state scartate immediatamente, non voglio mai più sentir parlare di cose del genere; forse avrei potuto scegliere giurisprudenza, a scuola mi piaceva diritto, ma c’era qualcosa che non mi convinceva; Lettere? forse avrei potuto scegliere lettere, mi piaceva italiano, la letteratura, mi piaceva scrivere, ma ancora una volta sentivo che non era la scelta giusta. Un errore è più che sufficiente. Un giorno qualcuno mi disse “Non pensare a nient’altro e dimmi cosa ti piace fare.” “Scrivere” risposi. Però non c’è una scuola per questo, no?

Il miraggio Holden

Trovai il sito della scuola Holden l’estate scorsa e capii subito che era la scuola adatta a me. Un biennio in cui si studia la scrittura, ci si confronta con persone che condividono gli stessi interessi, un ambiente aperto in cui coltivare la propria passione. Primo problema: le iscrizioni erano già chiuse. Secondo problema: supera la selezione un ragazzo su dieci. Ad agosto andai a visitare la scuola; ho visto le aule, i corridoi, il cortile interno che avrei voluto diventassero la mia scuola. Ho parlato con due ragazzi del personale della didattica e ho capito due cose: quella era davvero la scuola che faceva per me; io non ero ancora pronto.

Quindi?

Ho deciso che avrei provato ad entrare nella scuola Holden l’anno dopo, partecipando quindi alle selezioni che ci saranno tra circa tre mesi. In questo periodo ho fatto scelte e attuato cambiamenti importanti (che vi evito per non aumentare esponenzialmente la lunghezza di questo post), che hanno avuto esiti positivi; inoltre sto leggendo di più, cercando di migliorare il mio stile di scrittura e vorrei tanto aprire un blog.

Blog: idee, dilemmi e ripensamenti

Perché?

  1. Vorrei aprire un blog per diffondere e condividere i miei racconti, i miei pensieri sui libri e sulla scrittura con persone che condividono i miei stessi interessi.
  2. Credo che gestire un blog possa aiutarmi a migliorare il mio modo di scrivere e di comunicare.
  3. Credo che avere un blog mi stimoli ad essere più operativo e propositivo, dovendo rispettare delle scadenze.
  4. Credo che possa essere una sorta di “allenamento” per la scuola Holden.

Cosa?

Principalmente intendo pubblicare sul mio blog post che rientrino in queste categorie:

  1. Racconti.
  2. Recensioni.
  3. Pensieri più generali sui libri o sulla letteratura, una categoria che penso di chiamare “chiacchiere in libreria”.
  4. Altro (extra, articoli diversi, forse più focalizzati sulla scrittura o sui sondaggi, o idee che adesso sono molto fragili e che posso sviluppare un un secondo momento). Quindi, a conti fatti, le ipotetiche categorie possono essere considerate tre.

Come?

Dopo avervi illustrato sommariamente il mio “progetto blog”, parliamo finalmente della strategia di contenuto.

I post che vorrei pubblicare richiedono tempo per essere realizzati, in quanto sono testi narrativi, che necessitano di più tempo e risorse dei testi informativi o argomentativi, oppure sono recensioni, che presuppongono la lettura attenta del libro e la stesura del testo. Quindi ho pensato di poter sostenere, a livello tempistico, il seguente prospetto:

– Ogni settimana pubblicherò un post nella categoria “chiacchiere in libreria”.

– Ogni due settimane pubblicherò un racconto.

– Ogni due settimane pubblicherò una recensione.

Quindi ogni settimana ci sarà un post di argomento generale più una recensione o un racconto in modo alternato. Ovviamente valuterò meglio le tempistiche in corso d’opera, questa è l’intenzione. Per diffondere i contenuti ho pensato ad un’apposita pagina Facebook e Twitter con cui informare i lettori. Per pubblicizzare il blog penso di realizzare un guest post per il sito PennaBlu.

Per quanto riguarda il SEO e il posizionamento sui motori di ricerca, ho le idee un po’ confuse. Credo di dover puntare sulle keyword “racconti”, “blog di racconti”, “recensioni” o forse altre come “scrittura creativa” e “libri da leggere”.

Dubbi e Dilemma

I dubbi che ho rispetto al blog riguardano la parte estetica: tema, immagini, logo.. Non riesco a immaginarmi lo stile, il carattere che vorrei per il mio blog.

Il vero DILEMMA però riguarda il nome per il blog.

Questa scelta mi spaventa molto perché è l’unica che non potrò più cambiare e sono molto indeciso.

Dunque, i requisiti che vorrei, non per forza tutti, sono: il mio nome, una sorta di SEO-friendly, qualcosa di suggestivo, che crei un’immagine. Ad esempio, alcuni blog che seguo si chiamano: pennablu, galassiacartacea, atelierdeilibri, sanguedinchiostro.

Ho pensato a tantissimi potenziali nomi, ma non riesco a decidermi; quelli che più mi convincono sono: davideracconta e pensieritralerighe, ma ho pensato anche a universotralerighe, monditralerighe, persotralerighe, caostralerighe, letturetralerighe, leggeretralerighe, tante cose tra le righe insomma; in effetti mi piacciono anche questi perché creano un’immagine, che posso usare anche per la grafica del blog.

Come vedete, ho un disperato bisogno di consigli.

Un abbraccio,

Davide

Una strategia di contenuto per blog

Scrivere un blog è bello, nella natura è meglio. Una possibile strategia di contenuto e buoni propositi per l’anno nuovo per un blog immerso nella natura 🙂

Siamo quasi alla fine del nostro corso di scrittura digitale. Provo a scrivere una strategia di contenuto per (il mio) blog.

Il mio blog, curiosa di natura, è nato tre anni fa, in un momento di crisi esistenziale e di salute precaria. Come succede a molti, la scrittura è terapeutica e tenere un blog ha aiutato la mia mente, la mia salute e il mio animo a riprendersi.

scrivere un blog

Scrivere un blog è bello, nella natura è meglio! Motto di curiosa di natura 🙂
( foto )

Nel primo anno ho imparato ad usare WordPress: scrivere post, mettere immagini, link, filmati, cercando di migliorare giorno dopo giorno.

Nel 2013, con l’aiuto di un’amica giornalista, ho sistemato le categorie del blog. Era iniziato in uno “stato confusionale” ma poi ho deciso di dargli un taglio personale-professionale e di occuparmi delle categorie: animali, ecologia, eventi, natura bio, stili di vita e recensioni.

Il 2014 è stato un anno importante per il blog: dopo aver acquistato il dominio, ho trovato anche (e finalmente, tra tanto cercare) un tema che mi piace.

Per quanto riguarda il contenuto, la scorsa estate ho ideato la rubrica “natura e lettura” per scrivere qualcosa di più leggero nei periodi di vacanza. Mi piace leggere e annotare delle frasi che poi ripropongo assieme ad un’immagine e a una domanda per riflettere, ma in modo più soft.
Ecco un esempio.

Un’altra cosa che mi piace sono i modi di dire. Per questo ho creato anche la rubrica “perché diciamo” nella quale cerco di analizzare i modi di dire che riguardano animali e piante. Per ora ho parlato di lupi e di oche.

La strategia di contenuto per il futuro prevede di bilanciare i post nelle diverse categorie e portare avanti le due rubriche. Forse ne nasceranno anche di nuove, chissà: il blog si evolve continuamente. Cercherò poi di non perdere di vista il SEO, anche se resta la parte (secondo me) più difficile…

Ultimissima novità: ogni mese, scelgo una foto e una frase che hanno a che fare con la natura e l’ambiente (spesso la frase contiene proprio la parola “natura”, parola chiave del blog).

Ho deciso di creare una versione apposta per i lettori, per chi la gradirà, scaricabile gratis dal blog, ovvero “pagando con un tweet” o una frase su facebook… Spero che funzioni, dato che non sono esperta di design e di informatica, ma ci provo e vediamo cosa succede!

Questa la storia del mio blog e i (buoni?) propositi per l’anno nuovo.
Cosa ne pensate? Avete suggerimenti, idee, proposte, critiche? Lasciatele qui sotto, ne farò tesoro.

Buon Anno a tutti

Buon Anno a tutti. Green e pieno di blog.

E ancora tantissimi auguri di buon anno a tutti! Spero sia ricco in salute e pieno di felicità, perché credo che ci sarà richiesta molta forza d’animo e coraggio! Buon anno a tutti, green e pieno di blog! 🙂