I don’t miss you baby, and I wanna miss a thing

Non ho la patente. Memore di un brutto incidente avuto a 17 anni, ho lasciato che il progetto di imparare a guidare cadesse nel dimenticatoio ancora prima di poterlo intraprendere.

Questo spiega perché il mio caro papà Carlo, mosso da uno spropositato amore verso la povera figlioletta non motorizzata, sia disposto ad abbandonare le coccole delle calde mura domestiche e affrontare un clima da habitat dei Polaretti Dolfin per venirmi a prelevare alla stazione della metropolitana ogni qualvolta torni dalla grande Milano.

Stazione Metropolitana Bussero

L’amena stazione da cui prendono avvio le mie giornate

Uno slancio di gentilezza che ha ben due risultati: chilometri e chilometri (800 metri?) di fredde e inospitali strade risparmiatimi e un tragitto verso casa che si trasforma in una buona occasione per condividere la nostra passione per la musica ascoltando l’unica emittente che quasi sempre soddisfa i nostri gusti, Virgin Radio. Così il papà si esalta per i Procol Harum e i Rolling Stones e la figlia, pur non disdegnando le preferenze del genitore, per i più moderni Arctic Monkeys, Blur e Strokes.

“Buongiorno amici, il tema di oggi è ‘Di quale gruppo del passato non sentite la mancanza?’; rispondete inviandoci un messaggio al numero 333evattelapesca”. Ed eccomi a pensare che l’argomento del giorno proposto dai due dj del programma Virgin Generation non sia niente male e possa ben ispirare un nuovo post.

Virgin Radio on the Autoradio

Virgin Radio on the Autoradio

Dopo aver consultato il Sig. Carlo sulla questione, ricevendo come risposta “I Gufi e tutti quelli che ascolta tua mamma”, ho iniziato a pormi io stessa la domanda, stilando una lunghissima lista mentale di band e cantanti che, a loro tempo, hanno popolato le mie più recondite fantasie omicide, portandomi a elaborare inconfessabili elucubrazioni su come eliminare dalla mia testa e, soprattutto, dai palinsesti un’orda di insopportabili motivetti così orecchiabili da diventare tormentoni.

Con la voce impostata e deliziosamente radiofonica di Lelio Luttazzi, sono orgogliosa di presentarvi la mia Hit Parade del peggio del peggio offertoci negli ultimi anni dall’industria musicale mondiale (anche se, con mio gran rammarico, la maggior parte dei soggetti citati sono italiani… ma di sicuro ciò è giustificato dal fatto che le cose a noi più vicine sono quelle che conosciamo meglio, non trovate?).

5ive (si legge Five) – Boy band molto nienties, rappresenta la risposta inglese (e decisamente più sfigata) agli americani Backstreet Boys, distinguendosi per il nome originalissimo (non pretendo exploit in stile Le luci della centrale elettrica ma, acciderbolina, un filo di fantasia in più non guasterebbe) e per il tentativo fallito di produrre una cover di “We will rock you” dal sapore più tamarro. La maledizione del nome colpisce purtroppo anche un membro della band i cui genitori erano forse appassionati di sistemi di sicurezza per automobili: ABS.

5ive

Volti pieni di trasgressione e ribellione…

Mai sputare nel piatto in cui si è mangiato, giusto? Ebbene sì, lo confesso: privata del permesso di andare al concerto dei Backstreet Boys e delle Spice Girls, ho ripiegato proprio sui 5ive. Per tranquillizzarvi vi comunico che ho già provveduto all’autoflagellazione e a ore di punizione inginocchiata sui ceci.

Lollipop – Lanciate da uno dei primi magnifici talent show dell’altrettanto magnifica TV nazionale, Popstars, il quintetto si è dilettato nella creazione di ben una canzone di successo che non ha però mancato di tartassare le nostre povere orecchie per l’intera durata dell’estate 2002. Riproposte sul mercato nel 2013 con il brano “Ciao (Reloaded)”, presentato nei benauguranti studi di Barbara D’Urso, le Lollipop si sono quindi eclissate alla stessa velocità con cui Bolt percorre i 100 metri piani.

Lollipop

Le Spice Girls ci fanno un baffo…

Ragazzi Italiani/Neri Per Caso – Non so cosa spinge la mia mente ad associare i due gruppi ma tant’è. Che dire se non che uno dei componenti dei Neri Per Caso mi ha sempre terribilmente ricordato uno dei pasticceri del negozio sotto casa e che ho ancora incubi sull’esibizione sanremese dei Ragazzi Italiani, in cui si palesano stonature a iosa e giacche che nemmeno i Duran Duran dei tempi d’oro avrebbero osato indossare?

Ragazzi Italiani e Neri Per Caso

Esempi di macho italiano

Gazosa – All’epoca nessuno se ne accorse ma questi frizzanti ragazzini sono stati dei veri precursori dei trend del futuro, cantando il primo inno dedicato ai siti di incontri online, da frequentare “Every day, every night, every second of my life” (cit. “www.mipiacitu”). Per cui perdoniamo loro quel pizzico di imbarazzo che li accompagnava in ogni video ed esibizione live e riconosciamogli il merito di aver posto le basi della musica 2.0 sul suolo italico.

Gazosa

Che tenerezza!

dARI (non ho sbagliato a digitare, abbiamo semplicemente a che fare con un altro nome originalissimo) – In questo caso è quanto mai vero il detto “last but not least”. Ho deciso di regalarvi il ricordo di questa perla del panorama musicale italiano degli anni 2000 solo perché è Natale e, quindi, sono più buona. In realtà, il mio vero intento, era quello di darvi un’idea per un potenziale gradito dono da far trovare sotto l’albero ai vostri cari (o forse al collega che più odiate, fate vobis).

Il gruppo risulta essere ancora in attività per cui, in questa sede, apro una petizione con la quale richiedere ufficialmente e al più presto la pubblicazione di una nuova canzone che si avvicini il più possibile alla bellezza delle celeberrime “Wale (Tanto Wale)” o “Cercasi Aaamore”. Forza dARI, mettevi al lavoro!

dARI

L’elenco potrebbe continuare ad infinitum, perciò concludo con una lista veloce di personaggi che meritano una citazione ma per i quali ogni commento risulterebbe superfluo. Ecco quindi la categoria dei “Senza parole, solo tante domande”:

  • Las Ketchup – io il balletto lo ricordo ancora e, forse, in qualche filmato delle vacanze pesaresi del 2002 lo riproduco in spiaggia sprezzante degli sguardi interrogativi degli altri bagnanti
  • Luca Dirisio – che sia stata profetica la sua canzone “Sparirò”?
  • Tokio Hotel – esponenti del movimento EMO, non hanno meriti se non quello di ricordarmi pomeriggi in stato comatoso passati sul divano davanti a MTV con l’unico obiettivo di evitare i libri utili per sostenere al meglio l’esame di maturità
  • Raffaella Fico??? (e tanti complimenti al sintetizzatore!)
  • Il Pulcino Pio – lo so, non è un cantante in carne e ossa ma merita una menzione d’onore avendo l’inusitato potere di creare in me un’irritazione peggiore di quella che potrei procurarmi rotolandomi in un immenso campo di ortiche.

Adesso tocca a voi: punti fragola extra in regalo a coloro i quali troveranno altri cimeli musicali di dubbio gusto da condividere con una ragazza alla costante ricerca di band degne delle migliori fiere dell’assurdo da ascoltare nei momenti di tristezza in cui solo il trash può costituire una fonte di consolazione efficace.

Martina

NB: in un’ottica di diffusione del contenuto, ho pensato a questo post come facente parte di una rubrica che avrebbe luogo settimanalmente sul mio blog immaginario, la quale tratterebbe argomenti funzionali a favorire il dialogo e il dibattito con i lettori, esulando per un giorno dal carattere monotematico del blog stesso (che, considerati gli interessi della sottoscritta, potrebbe trattare di moda e cosmesi). I lettori riceverebbero notizia della pubblicazione del post attraverso un sistema di newsletter, anch’esso settimanale, con il quale gli stessi verrebbero inoltre invitati a partecipare al sondaggio dedicato all’argomento del giorno aperto sulla potenziale pagina Facebook del blog. In questo modo si faciliterebbero la condivisione e le conversazioni.

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